Sentiero natura

Percorrendo il sentiero natura (con partenza in località Chanavey) è possibile imbattersi in diversi punti di interesse segnalati da pannelli descrittivi che permettono di scoprire il territorio di Rhêmes-Notre-Dame da un punto di vista morfologico, naturalistico, etnografico...

Sentiero Natura 01 - Abitare la montagna

Gli insediamenti umani nella vallata hanno seguito i ritmi demografici, gli eventi catastrofici (frane, valanghe, alluvioni...), gli eventi bellici e i cicli naturali. Infatti il clima è mutato notevolmente, si pensi che l'alpeggio di Fos (2.067 m), un tempo, era abitato tutto l'anno. I villaggi abitati permanentemente sono sorti lungo il torrente, dove il terreno è più pianeggiante e minore è il rischio di valanghe. Le dimensioni degli insediamenti variavano a seconda delle possibilità di sostentamento, ciò che non era possibile coltivare in loco veniva prodotto nel fondovalle a Saint-Pierre. Da questo emerge un concetto fondamentale: gli abitanti di questa zona erano in perpetua migrazione tra le proprietà del fondovalle e i pascoli estivi in quota.

Morfologia di una valle alpina
La vallata è stata modellata dall'azione di erosione dei ghiacciai, che fino a 12.000 anni fa occupavano tutta la zona, dal Monte Bianco a Ivrea, con uno spessore superiore a 1.000 metri. Osservando la vallata si nota il profilo a "U" con fondo piatto e ripidi fianchi, i "circhi glaciali" che costituiscono le testate vallive, i "gradini di confluenza" dove l'azione del ghiacciaio principale è più evidente. Successivamente i torrenti hanno accumulato depositi alluvionali nel fondovalle e "coni di deiezione" provenienti dai valloni laterali. Le frane hanno contribuito a rimodellare il territorio con l'accumulo di "falde e coni detritici".

Sentiero Natura 02 - La falesia

I costoni rocciosi soleggiati, sul versante opposto, sono zone di svernamento per il camoscio e lo stambecco. Durante la stagione estiva li troviamo alle alte quote, mentre nel tardo autunno si spostano sulle pareti rocciose esposte a sud, per svernare fino all'inizio dell'estate. Su questi costoni trovano riparo dalle intemperie e dalle valanghe; le zone erbate, sgombre di neve, consentono loro di procurarsi il sostentamento invernale. A maggio l'erba verde li attira fino in prossimità dei villaggi.

Accanto alle pareti rocciose si può notare il volo di alcuni uccelli. Con l'ausilio di un binocolo si distinguono i corvidi, di colore nero, i rapaci, di colore più chiaro. Tra i primi si possono osservare il corvo imperiale, il gracchio alpino e quello corallino, la cornacchia nera. Tra i rapaci spicca l'aquila reale, la cui preda principale è la marmotta. Di dimensioni più piccole vi sono il gheppio, dalla coda lunga e ali che terminano a punta, e lo sparviero, dalle ali arrotondate. Negli ultimi anni è stato reintrodotto il gipeto, un avvoltoio di grandi dimensioni, dalla caratteristica coda cuneiforme.

Le piante "giganti"
Se si osserva il vicino pendio solcato da sorgenti e i bordi dei ruscelli si possono notare piante erbacee di notevoli dimensioni per l'ambiente alpino. Per questo motivo sono chiamate megaforbie. Tra le specie presenti il geranio silvano (Geranium sylvaticum), la romice di montagna (Rumex alpestris), il cavolaccio alpino (Adenostyles alliariare) e l'imperatoria (Peucedanum ostruthium).

Sentiero Natura 03 - Pietra e legno

L'architettura contadina era legata all'uso agrario del territorio. Oltre all'abitazione famigliare erano necessarie strutture di ricovero per gli animali, delle derrate alimentari e del fieno, dei luoghi di trasformazione dei prodotti agricoli: la cucina (mèizón) con un grosso camino per produrre i formaggi e uno spiazzo coperto (grandze) per la trebbiatura dei cereali. La parte della stalle e dell'abitazione era in pietra, mentre nella parte del sottotetto, destinata a fienile, un tavolato ligneo chiudeva parzialmente il locale, permettendone l'areazione per prevenire l'autocombustione del fieno stesso.

A La prima casa che si incontra a Orellier è significativa per il colmo del tetto che è orientato parallelamente al costone della montagna e due falde molto allungate quasi a toccare terra. Questo sistema riduceva il rischio di danni dovuti al soffio delle valanghe.

B Salendo all'interno del villaggio si trova un piccolo granaio in pietra e legno, ora trasformato in abitazione. Sopra il basamento in pietra vi è la struttura lignea realizzata con tavoloni e isolata dal terreno. Il piano basso era utilizzato come cucina, deposito o stalla, mentre i due piani superiori erano destinati a magazzini di tutti i beni famigliari.

C Nel primo slargo sulla destra si nota un esempio di architettura rurale che di sviluppa su due piani e con un tetto a due falde. La casa comprende una stalla, l'abitazione (individuabile dai fumaioli) e il fienile nel vano sottotetto nel quale spesso era localizzata l'area per la trebbiatura dei cereali.

D Lungo il sentiero a sinistra dalla capanna del Parco si trova la latteria turnaria, che veniva utilizzata da tutta la comunità per la trasformazione del latte. All'interno si trova un grande caminetto con una forca girevole a cui venivano appesi i calderoni e gli altri strumenti per la lavorazione. L'architrave della porta riporta la data del 1924.

E Poco oltre la latteria si trova un'abitazione con un deposito coperto al piano terra per il carro. L'utilizzo di tale mezzo per il trasporto dei materiali era favorito dalla scarsa pendenza del fondovalle.

F Poco oltre si individua facilmente una casa con colonna cilindrica. Essa è un concentrato di funzionalità: il suo andito coperto permetteva il ricovero del carro e il riparo dagli eventi atmosferici. La parte in muratura era per la stalla, l'abitazione e il fienile, ben areato dalle fessure lignee. In legno anche la parte destinata a granaio.

Punti di interesse

Sentiero Natura 04 - Geologia, ovvero sforzo di immaginazione

I tempi lunghissimi della geologia ci costringono a usare l'immaginazione per capire i fenomeni che hanno portato all'attuale aspetto delle montagne. Rocce diverse come natura e origine si trovano accavallati gli uni sugli altri. Osservando la figura sottostante, si notano i diversi strati dello zoccolo continentale alternati a materiali provenienti dal fondale dell'oceano e dai mari poco profondi.

Queste complicate strutture sono dovute agli effetti delle enormi spinte che hanno portato al sollevamento delle Alpi. Le masse continentali di Africa ed Europa, oltre 100 milioni di anni fa, si sono ravvicinate chiudendo l'antico oceano Tedide che le separava, ripiegando la crosta terreste. Nell'immagine sottostante è raffigurata l'antica geografia prealpina.

Il passaggio dall'antico aspetto a quello attuale ha coinvolto diversi fenomeni geologici. Le rocce che vediamo ora esposte all'azione erosiva sono state spinte a decine di chilometri di profondità subendo enormi pressioni e aumenti di temperatura. La struttura e la mineralogia originaria delle rocce è mutata dando origine al fenomeno del metamorfismo.

Sentiero Natura 05 - Una giungla in miniatura

L'alneto verde è un denso cespuglieto formato dall'ontano verde e può essere paragonato ad una foresta equatoriale per alcune sue caratteristiche:

  • l'elevata umidità ambientale;

  • la densità della vegetazione, a tratti impenetrabile;

  • la presenza delle megaforbie, incontrate al punto 2;

  • la fastidiosa presenza di sciami di insetti che tormentano talvolta l'escursionista.

L'ontano verde (Alnus viridis) è un arbusto, alto anche alcuni metri, dai rami che formano intrichi impenetrabili. È accompagnato da altri arbusti, tra cui diverse specie di salici, il cerfoglio turchino e il ribes dei sassi, piuttosto raro sulle Alpi, ma che in questa valle ha trovato un habitat favorevole. Tra gli arbusti anche il caratteristico sorbo degli uccellatori, con le sue bacche rosso vivo, utilizzate come richiamo dai cacciatori di uccellagione (da qui il nome). Lo strato erbaceo è composto dalle citate megaforbie, qui presenti con specie non comuni come l'hugueninia, il giglio martagone, il pigamo colombino. Nelle radure erbose dell'alneto spiccano i fiori del botton d'oro.

Sentiero Natura 06 - Fiori che passione!

Le zone prative a monte fanno parte dell'alpeggio Lo Botse e del villaggio di Broillat. Questi terreni sono coltivati a prato-pascolo, vengono falciati a fine luglio e destinati a pascoli per il bestiame in autunno. Queste zone a confine dei boschi di conifere, sono un habitat per numerose specie animali.

Le mucche forniscono con lo sterco l'alimentazione ai Coleotteri stercorari, utilissimi per la loro opera di disgregazione del letame che rende il terreno fertile e adatto alla crescita erborea. Numerose e variegate le specie di Lepidotteri (farfalle): l'Apollo (Parnassius apollo), l'Aurora bianca (Anthocaris cardamides), le Colias, le Artogeia, le Licenidi, le Ninfalidi, le Zigene e le Sfingidi.

A bottinare tra i fiori anche vari Imenotteri come i Bombi, Api selvatiche, Ditteri e varie specie di Coleotteri. Tra la folta vegetazione anche alcuni invertebrati come alcuni molluschi: Limacce e Chiocciole, tra queste la grossa Elix dal guscio nocciola.

Prede e predatori

Salendo nella catena alimentare gli uccelli si cibano dei citati insetti e invertebrati. Nei prati e sugli alberi si trova lo Stiaccino e il Codirosso spazzacamino. Il Fringuello e il Verzellino si cibano invece di granaglie, mentre la Cornacchia nera è onnivora. Tra i piccoli mammiferi vi sono il Topo selvatico, l'Arvicola e il Toporagno. Nelle ore crepuscolari e notturne si osservano la Lepre comune e la Lepre variabile, che cambia il colore del pelo in inverno diventando completamente bianca. Tra i carnivori, ma difficili da vedere, vi sono la Donnola, l'Ermellino, la Faina, il Tasso e la Volpe.

Sentiero Natura 07 - Vita d'acqua

Questa zona è caratterizzata da una sorgente, alimentata dalle acque provenienti dalle rocce e dai depositi detritici permeabili del versante montuoso, che crea una serie di ambienti diversi: torrentelli, pozze d'acqua poco profonda, stagni e il sottostante laghetto di Pellaud.

Questo misto di acque correnti e stagnanti è un habitat per diverse specie di animali. Tra i sassi si trovano le larve di macroinvertebrati, insetti utili per stabilire la purezza delle acque. Gli adulti si sviluppano  in LibelluleEffimerePerleTricotteriDitteri. Interessante osservare i Ditiscidi, piccoli coleotteri scuri, che nuotano sott'acqua grazie ai peli remieri posti sulle zampe posteriori, quando riemergono immagazzinano bolle d'aria sotto le elitre per usarle nella respirazione subacquea.

Tra i mammiferi vi è il Toporagno d'acqua, adattatosi a nuotare con facilità sul fondo del torrente alla ricerca di cibo, grazie alle frange di peli rigidi sulla coda che utilizza come pinne. Mangia giornalmente tanto cibi quanto pesa.

Tra gli adattamenti all'acqua interessante è quello del Merlo acquaiolo, che cammina sott'acqua per procurarsi il cibo e costruisce il suo nido lungo le sponde a pelo dell'acqua o dietro cascatelle. Tra gli uccelli vi sono anche la Ballerina bianca e la Ballerina gialla, riconoscibili dalle lunghe code, lo Scricciolo, piccolo, di colore bruno e con la corta coda tenuta sollevata, il Luì piccolo, un batuffolo di piume di colore marrone verdastro.

Un anfibio caratteristico di questi luoghi è la Rana temporaria. Si possono osservare i suoi girini muoversi in gran numero, si sviluppano nell'arco di un'estate, ma ci impiegano 4-5 anni per arrivare all'età riproduttiva.

La zona umida

I bordi degli stagni sono sempre intrisi d'acqua, favorendo lo sviluppo della vegetazione igrofila, tra le più appariscenti l'Erioforo a foglie strette (Eriophorum angustifolium) e la Veronica beccabunga. Altre, più abbondanti, ma di dimensioni più piccole sono i Carici, i Giunchi e l'Erba lucciola.

Sentiero Natura 08 - Da una frana a un lago

Il laghetto del Pellaud si è formato in seguito ad una frana dell'omonimo circo glaciale della parete est del Grande Rousse. L'accumulo di enormi blocchi ha creato uno sbarramento deviando il corso del torrente e formando una piana alluvionale a monte. Il fondo del lago è costituito da grandi blocchi intasati da materiali limosi e quindi permeabili, con conseguente perdita d'acqua. Alla fine degli anni '80 il bacino si è svuotato a causa della siccità, sul fondo si sono aperte delle "crepe da disseccamento" che ne impedivano il riempimento anche in caso di sufficiente apporto idrico. Interventi mirati di impermeabilizzazione ne hanno consentito la rinascita.

Le frane modellano il paesaggio
La forma delle vallate Alpine, oltre all'azione dei ghiacciai, è dovuta anche ai distacchi dei versanti più ripidi che, franando verso valle, formano falde, coni detritici e, come nel caso del lago Pellaud, piane alluvionali anche paludose, con depositi torbosi.

Talvolta le frane coinvolgono interi versanti provocandone il lento collassamento verso valle, lungo superfici di scivolamento profonde anche centinaia di metri. Volgendo lo sguardo verso nord-ovest si nota il torrione roccioso dello Chateau-Quelet derivante proprio da uno di questi fenomeni che interessa il versante a valle dello sbocco dei valloni di Sort ed Entrelor. Situazioni simili sono dette paleofrane, poiché oramai inattive, risalendo al periodo successivo dell'ultima glaciazione (10.000 anni fa). Il brusco ritiro dei ghiacci (qui spessi anche 1.000 m) ha provocato una decompressione e il crollo dei versanti più fratturati.

Sentiero Natura 08a - Il mulino... che forza!

Il mulino del Pellaud, nato come macina per i cereali, è stato trasformato in centralina elettrica nel 1921, con la creazione della Société Coopérative Electrique du Lé. La targa sulla facciata ricorda il nome dell'ideatore dell'operazione Henry Bristin.

Sentiero Natura 08b - I forni comunitari

Appena entrati a Pellaud, vi è un piccolo edificio con portico: è il forno del villaggio, una struttura di tipo comunitario, dove le famiglie cuocevano a turno il pane di segale, di solito una volta l'anno, all'inizio dell'inverno. I forni comunitari sono tipici in tutta la Valle d'Aosta, un forno comune poteva cuocere dai 30 ai 120 pani per volta. Il forno di Pellaud è uno dei pochi ancora funzionanti e funge ancora oggi come elemento di aggregazione delle comunità.

Il pane di segala

Elemento tipico della tradizione gastronomica valdostana, viene chiamato "Pan Ner". Viene ottenuto da un impasto di segale e frumento, con forma arrotondata e con crosta di colore bruno. I pani venivano fatti essiccare su apposite rastrelliere, ratelé, poste nei fienili e consumati per tutto l'arco dell'anno.

Sentiero Natura 09 - Il lariceto

Si entra ora nella zona di un lariceto, un bosco aperto e luminoso, dal ricco sottobosco. Il larice (Larix decidua) si distingue dalle altre conifere dagli aghi corti e teneri, di colore verde chiaro, riuniti in fascetti di 20-30. In autunno, caso unico tra le conifere delle Alpi, ingialliscono e cadono; la corteccia è rugosa e molto spessa. Tra gli altri alberi appaiono dei pini cembri, distinguibili dagli aghi più lunghi e più scuri, riuniti in gruppi di cinque. Le grosse pigne di forma ovoidale producono numerosi pinoli commestibili.

Gli arbusti del sottobosco

Numerose le specie presenti, come il Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus), con i fiori rosso vinoso e le prelibate bacche nero-bluastre; il Mirtillo rosso (Vaccinium vitis-idaea), con fiori bianchi striati di rosso, bacche rosse da cui viene prodotta una gustosa marmellata; il Rododendro (Rhododendro ferrugineum), dai fiori che variano dal rosso al bianco, le foglie non sono caduche e sul lato inferiore hanno un colore ferrugineo da cui deriva il nome scientifico; il Ginepro (Juniperus communis), una conifera arbustiva sempreverde dalle foglie aghiformi molto pungenti, dalle sue bacche bluastre, molto aromatiche, si producono liquori.

Sentiero Natura 10 - La roccia dei licheni

Appena oltrepassata una radura nel lariceto, il sentiero diviene più angusto e prosegue stretto da due rocce. Qui si possono osservare sulla superficie del grande masso a destra delle "patine" bianche, giallastre, grigie : i licheni. Sono organismi vegetali, presenti sui tronchi e sui rami dei larici (licheni corticoli), sul terreno (licheni terricoli), sui muschi (licheni muscicoli) e sulle rocce (licheni rupicoli), come questa che osserviamo. Sulle rocce i licheni svolgono un'importantissima funzione ecologica (pionierismo), preparandone le superfici all'insediamento di altri organismi vegetali, che altrimenti non potrebbero svilupparsi direttamente sulla roccia.

Cosa sono i licheni

I licheni sono un'associazione, chiamata simbiosi, tra due organismi molto differenti tra loro: un'alga (e/o un cianobatterio) e un fungo. Quest'ultimo fornisce all'alga protezione e quello che le occorre per la fotosintesi, dei cui prodotti beneficerà il fungo stesso. Nel caso dei licheni l'organismo che ne risulta non assomiglia a nessuno dei due partner originali e, grazie alla simbiosi, i licheni possono svilupparsi la dove né alga né fungo potrebbero sopravvivere. Questa associazione è particolarmente vincente negli ambienti alpini, dove le condizioni ambientali, climatiche e nutrizionali sono così avverse.

Sentiero Natura 11 - Una grande famiglia

La Formica rufa popola questi boschi e costruisce i formicai utilizzando materiali provenienti dal sottobosco. Il grosso accumulo viene generalmente costruito su di un ceppo di conifera, all'interno vi è il nido, composto da gallerie e camere dedicate all'immagazzinamento del cibo e all'allevamento della prole. Il formicaio è impermeabile alla pioggia e le varie entrate possono essere chiuse in caso di pericolo. Ogni colonia può avere dai duecentomila al milione di individui, divisi in caste sociali: la grossa regina depone le uova; i maschi, detti fuchi, servono alla riproduzione, ed escono dal formicaio assieme alla regina all'inizio dell'estate; le operaie svolgono le mansioni relative alla costruzione del nido, al nutrimento della prole e al procacciamento del cibo.

Presenze discrete
Per accorgersi della presenza di altri animali bisogna ricercare dei piccoli segni sparsi tutt'attorno. Sotto la corteccia dei tronchi morti si possono trovare le larve dei Coleotteri cerambici, insetti xilofagi (che si nutrono del legno). Lo strato superficiale di terreno composto da aghi di conifera e altri resti vegetali, nasconde microrganismi come: CollemboliAcariMolluschi e Vermi.

Buchi del diametro di 3-4 cm, resti alimentari, gallerie, rivelano la presenza di topi e Arvicole. Altri resti alimentari provengono da Scoiattoli e Ghiri, come le pigne rosicchiate; i formicai scavati sono opera del Tasso e del Picchio verde; esili le tracce che lasciano i carnivori, come escrementi o resti alimentari di VolpeDonnolaErmellinoFaina e Martora.

Con l'udito si può rilevare il canto e la presenza di numerosi passeracei come il Fringuello, il Cardellino, la Cesena, le varie Cince, il Regolo, il Crociere e il Rampichino alpestre. Il tambureggiare sui tronchi è tipico dei Picchi, dal più comune Picchio rosso maggiore al raro Picchio nero. Con il loro tambureggiare, scavano il legno fino a raggiungere le gallerie dove vivono gli insetti xilofagi, nutrendosene. I Picchi regolano così il numero di questi insetti che potrebbero arrecare gravi danni agli alberi.

Tra i rapaci notturni la Civetta capogrosso occupa i nidi scavati nei tronchi e poi abbandonati dei Picchi neri; l'Allocco vive nelle zone più fitte del bosco o negli anfratti delle rocce.

Sentiero Natura 12 - Le alluvioni

La stretta piana alluvionale in cui ci troviamo è legata alla frana del Pellaud (punto 8). Essa si è formata a seguito delle periodiche alluvioni della Dora di Rhêmes, che hanno provocato il progressivo accumulo di ghiaia e sabbia. I torrenti alpini presentano notevoli sbalzi di portata idrica, condizionata dallo scioglimento delle nevi a inizio estate e dalle precipitazioni intense che fluiscono rapidamente a valle dai ripidi versanti rocciosi. Quando i due fenomeni si sommano (spesso all'inizio e alla fine dell'estate) si possono avere piene disastrose, con erosione delle sponde e inondazioni nelle aree di piana.

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